"...una
raccolta che non mancherà di irretire chi ama le voci
sussurrate e il tocco acustico dei folk troubadour,
essendo Chris Brain un discepolo coscienzioso..."
"...ha
le sue fondamenta nel Chicago Blues che Musselwhite
contribuì a definire negli anni Sessanta, con però
una nuova forza data dei GA-20, decisamente più contemporanei..."
"...il
suo sapersi giostrare fra tensione e raccoglimento,
tra un passaggio di frenesia elettrica e uno successivo
dove tutto si sfilaccia dolcemente..."
"...impossibile,
tuttavia, dirsi delusi, perché da qualunque parte lo si
prenda, Abnormal Conditions consegna esattamente
ciò che promette, né più né meno..."
"...con
la sua voce poco appariscente, quasi “svogliata”, narrativa
e tipica di certo cantautorato Americana, ci proietta
tra le sue storie di (stra)ordinaria quotidianità..."
"...la
band torna con un repertorio ampio e diversificato dove
trovano spazio folk, bluegrass, old-time ma anche ragtime
e jug music, mostrando un eclettismo notevole..."
"...le
canzoni sono lente, riflessive, senza spinte. Il che è
sensato, vista la natura profonda di questo lavoro, che
guarda gli uomini e le loro vite...."
"...le
canzoni di Mike sono semplici e di facile presa, pur avendo
un pizzico di eccentricità e un fondo di ironia; le chitarre
hanno un suono cristallino, la voce è sobria e colloquiale..."
"...a
quindici anni dall’omonimo debutto, come una sorta di
auto-celbrazione, Live at Neumos recupera dagli
archivi un’esibizione del 2011 fatta in casa, presso uno
storico club cittadino..."
"...si
delinea il mood che caratterizza tutti e sette i brani
dell’album. Ci accoglie un ritmica marziale e incalzante
a fare da sottofondo a un cantato sommesso..."
"...americana,
roots-rock, alt-country, comunque vogliate descrivere
la musica di Todd Mack, è un suono che pone l’accento
su una scrittura onesta e genuina..."
"...Undeground
USA, nome quanto mai appropriato e composta da American
Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue
è randagio conduce nei gironi danteschi di trame
che indirizzano il destino di popoli e paesi..."
"...
continuano a fare casino e la loro reputazione li precede,
e già dal un bel po’ e così, ancora più dei precedenti,
l’album è percorso da una strana frenesia..."
"...vien
fuori il disco qui riproposto, in gran parte colto in
presa diretta, ma altrettanto suonato con strumenti
vintage, registrato in analogico, a farne bella mostra
di godibilissimi blues..."
"...
una sorta di Americana in cinemascope, in grado di evocare
grandi spazi e allargando il suono della tradizione
in direzione dei canyon californiani..."
"...cerca
di lasciarsi alle spalle i luoghi comuni e trovare una
via personale - se non originale, quanto meno distintiva
- alla canzone d’autore au féminin in chiave rock..."
"...un
sound essenzialmente acustico e senza tempo, costruito
quasi esclusivamente su chitarre, armonie vocali e arrangiamenti
ridotti all'indispensabile..."
"...tra
birre, furgoncini, tavoli da biliardo, suonare nei parcheggi
deserti, jukebox, c’è un immaginario preciso, consueto,
maschile, ma realistico..."
"...il
suo esordio solista, raccogliendo stralci di canzoni,
idee e suggerimenti che si sono concretizzati soltanto
quando Lenny si è sentito davvero pronto per il grande
passo..."
"...offre un’appassionante
raccolta di undici brani versatili ed intensi che confermano
la cifra stilistica della band, che spazia con disinvoltura
da un dinamico rétro soul a intimi momenti elettro-acustici,
senza tralasciare un r&B trascinante..."
"...un
pugno di canzoni svelte, dritte al punto, che mischiano
provocazione, invettiva, ma anche semplice sfogo gioioso,
con quella sessualità esplicita che fu tanto del giovane
Elvis quanto degli Stones più ribelli e smaliziati..."
"...sofisticate
e semplici al tempo stesso, ricami acustici che ondeggiano
tra melodie jazzy e pop soavi con una base folk che
deriva anche dagli ascolti della giovane Hamer..."
"...l'episodio
numero 34 della nostra rubrica Sing This! - brevi storie
di brani e di alcune cover, è dedicato al capolavoro
di Tim Buckley, Song to the Siren..."
"...
quando il “roots rock al femminile” divenne un fenomeno
d’eccellenza grazie all’affermazione contemporanea di
un gruppo di straordinarie artiste che cambiarono decisamente
il corso del genere Americana..."
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